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Affidamento degli animali: la separazione dei coniugi o conviventi

Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre 2020 da Nico

Veniamo subito al sodo: in caso di separazione tra proprietari di un animale, le case possono essere vendute e la maggior parte della proprietà può essere divisa. Ma per l’affidamento del cane come ci comportiamo? come si pronuncia la legge?

Affidamento del cane con la separazione conviventi o coniugi

La separazione dei coniugi proprietari diventa sempre più frequente i contrasti per l’affidamento e l’assistenza del cane, diventa un oggetto di contesa.

È bene chiarire che, in caso di separazione o divorzio, nel nostro ordinamento giuridico manca una norma di riferimento per l’affidamento del cane.

Con la separazione o divorzio a chi va il cane

Il buon senso impone un accordo consensuale in cui emerge un accordo tra le parti, rivolti a stabilire le regole di attribuzione attinenti all’animale domestico.

In presenza di una coppia che divorzia, e non riesce a trovare una soluzione condivisa in ambito privato, spetta al giudice decidere a chi sarà affidato il cane.

Nonostante il buco legislativo in materia, questo è oggetto di seria valutazione in particolare se ci sono dei minori legati all’animale domestico.

Il legislatore italiano in questo ambito non sembra in linea con tempi, e con i costumi sociali delle famiglie italiane. I giudici tendono per l’affidamento degli animali domestici con la separazione tra coniugi, ad applicare un affido esclusivo o condiviso.

La coppia si separa: affidamento del cane conteso

Secondo il Codice civile, non potendo intestare il cane a due persone, in caso di separazione dei consorti il Tribunale potrebbe affidare fido alla parte che è in grado di assicurare il maggior benessere.

Il giudice potrebbe avvalersi nel caso di un esperto comportamentalista animale, basandosi sul principio il cane non è un bene mobile e si dovrà tenere conto del rapporto affettivo instaurato tra i componenti della famiglia.

Dalle nostre ricerche in rete, abbiamo notato una predominanza di affidamento condiviso del cane, con una divisione al 50% sia della custodia che delle spese per il mantenimento.

Cane triste alla finestra
affido degli animali familiari

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Animali dopo la separazione dei coniugi o conviventi

Il giudizio del giudice dovrà recepire l’accordo dei coniugi finalizzato a tutelare il cane come affetto familiare, in grado di garantire il maggior benessere possibile.

Il cane trattandosi di un animale d’affezione o di compagnia deve essere di particolare interesse per i conviventi o coniugi. L’interesse dei proprietari non si conclude solo nella sola sfera patrimoniale, ma si dovrà tener conto che:

  • Il cane e gli animali d’affezione rappresentano un affetto degno di tutela;
  • Il benessere del cane viene a prescindere dalle dispute dei proprietari;
  • L’affidamento consapevole può andar oltre l’intestazione risultante dal microchip.

L’articolo oggetto dell’approfondimento riguarda l’affidamento del cane in caso di divorzio o separazione, tuttavia ricordiamo che lo stesso è puramente informativo. Vuoi rendere più utile questo post aggiungendo il tuo contributo?

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