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lunedì , 2 Agosto 2021
cane con il martelletto giudiziario in bocca

In che modo sono tutelati i diritti degli animali in Italia?

Ci sono varie leggi e norme che garantiscono e regolano i diritti degli animali in Italia: ad esempio, l’articolo 189 comma 9 bis, del codice stradale, stabilisce che l’omissione di soccorso degli animali è punita con una sanzione amministrativa da 422€ a 1.694€.

La differenza tra benessere e diritti degli animali

È molto facile confondere i concetti di benessere degli animali con i diritti degli animali, poiché entrambi sono associati alla garanzia di una buona vita e all’attenzione degli animali.

La tutela del benessere animale non indica solo che l’animale è in buona salute: tutti gli animali hanno bisogno di essere ben nutriti, essere a proprio agio, convivere con i membri della loro specie, avere un posto adeguato per dormire e vivere in condizioni adeguate per giocare ed esprimere i comportamenti naturali della loro specie.

Il diritto degli animali invece sono delle misure che cercano di garantire regole e comportamenti, che assicurano il rispetto e la difesa degli animali contro gli abusi e altri atti crudeli.

In realtà esiste una Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, creata nel 1978, che decreta tutte queste norme. È proprio in questo documento, ad esempio, che si sancisce che l’abbandono di un animale è un atto crudele e indegno, che nessun animale dovrebbe subire da parte dell’uomo.

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I diritti degli animali nella Costituzione Italiana

Come sono trattati gli animali in Italia? Spesso gli animali che producono reddito vengono cresciuti in condizioni abnormi, e gli organi giudicanti di impropri non sono sufficientemente sensibili.

La legislazione del 20 luglio 2004 n.189, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004, ha rappresentato una pietra miliare nell’ambito della tutela legale degli animali. In particolare, l’art. 544-bis recita: chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi.

Il reato non si applica ai casi speciali previsti dalle leggi in materia di caccia, di pesca, di allevamento, di trasporto, di macellazione degli animali, di sperimentazione scientifica, di attività circense, di giardini zoologici, nonché altre leggi speciali in materia di animali.

Quale novità sostanziale ha introdotto dunque la legge 189/2004? Un passo importante è stato l’introduzione di nuove fattispecie di reato, come l’omicidio e il maltrattamento. Vale la pena ricordare che prima del 2004 esisteva solo l’articolo 727 del Codice Penale , che puniva qualsiasi danno con un’ammenda amministrativa.

Quali sono i suoi limiti? Purtroppo, si assiste con rammarico che, escluso qualche caso particolare, le disposizioni dell’art. 544 non sempre vengono attese, e nei fatti, nessuno va in prigione davvero.

I cani e il diritto in famiglia

Secondo una recente indagine, il 42% delle famiglie italiane ha un animale domestico in casa: più del 40% di chi ha un animale domestico in casa ne ha più di 1. La maggioranza degli animali da compagnia sono cani, ma sono presenti anche molti gatti e altri piccoli animali.

Il 19 maggio 2021 il Senato ha approvato la nuova proposta della modifica art.9 della Costituzione che afferma il principio fondamentale dei diritti degli animali quali esseri senzienti. Entro il 2022 la tutela costituzionale degli animali dovrebbe diventare realtà in Italia.

Altri diritti degli animali che esistono già sono:

  • le ambulanze di soccorso animali possono utilizzare le sirene;
  • nei condomini è vietato impedire la presenza di animali;
  • c’è il controllo dei cani randagi e se avvistati sono presi, portati in canile, curati, sterilizzati e dati in adozione;
  • non possono essere abbattuti senza un giustificato motivo.

Nell’Unione Europea invece, l’Italia condivide il terzo posto dei paesi che hanno più animali domestici insieme a Ungheria, Belgio e Paesi Bassi. I gatti sono la maggioranza in Europa, e la Francia è al primo posto per la loro presenza in famiglia.

Il ruolo dei veterinari

cane e veterinario sullo sfondo

Anche i medici veterinari, in prima linea a valutare le condizioni di benessere psico-fisico dell’animale, possono essere un tassello fondamentale per il rispetto dei diritti degli animali.  

Il Codice Etico Veterinario disciplina i doveri ei diritti del veterinario che deve osservare una condotta professionale e rispettabile.

L’animale non può essere sottoposto a cure cliniche e/o chirurgiche non conformi alla normativa vigente in Italia. Se hai bisogno di portare il tuo animale in una clinica non abituale, i veterinari della struttura non potranno modificare la prescrizione o il trattamento del veterinario di fiducia, se non in situazioni di emergenza.

Il proprietario può richiedere la cartella clinica e veterinaria, gli esami e il certificato: Il proprietario e il veterinario hanno il diritto a non autorizzare l’eutanasia dell’animale se non c’è una giustificazione adeguata.

Dichiarazione dei diritti degli animali: come spiegarla ai bambini

Considerando che nella Dichiarazione universale dei diritti ogni animale ha dei diritti, e che tale concetto si dovrebbe insegnare fin dall’infanzia a comprendere, rispettare e amare gli animali. Riassumiamo le nozioni fondamentali.

Articolo 1 – Tutti gli animali vengono al mondo uguali e hanno imedesimi diritti all’esistenza.

Articolo 2 – Ogni animale ha diritto di essere rispettato. 2. L’uomo non può sfruttare o abbattere gli animali senza giustificato motivo: ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali. 3. Ogni animale ha diritto all’attenzione, alla cura e alla protezione dell’uomo.

Articolo 3 – Nessun animale sarà sottoposto a maltrattamenti o atti crudeli. 2. Se è necessario uccidere un animale, questo deve essere fatto in modo rapido, senza dolore e in modo da non procurargli sofferenza.

Articolo 4 – Ogni animale appartenente ad una specie selvatica, ha diritto a vivere in modo libero nel proprio ambiente naturale e ha diritto a riprodursi. 2. Ogni privazione della libertà, anche a fini educativi, è contraria a tale diritto.

Articolo 5 – Ogni animale appartenente a una specie che vive tradizionalmente nell’ambiente umano ha il diritto di vivere e crescere al ritmo e alle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie. 2. Qualsiasi modifica di questo ritmo o di queste condizioni imposte dall’uomo per scopi commerciali è contraria a questo diritto.

Articolo 6 – Ogni animale che l’uomo ha scelto come suo compagno di vita, ha diritto ad una durata di vita secondo la sua naturale longevità. 2. L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Articolo 7 – Ogni animale da lavoro ha diritto a una ragionevole limitazione della durata e dell’intensità del lavoro, dell’alimentazione ristoratrice e del riposo.

Articolo 8 – La sperimentazione animale che comporti sofferenza fisica o psicologica è incompatibile con i diritti degli animali, sia essa un esperimento medico, scientifico, commerciale o qualsiasi forma di sperimentazione. 2. Devono essere utilizzate e sviluppate tecniche di sostituzione.

Articolo 9 – Quando l’animale viene allevato per il cibo, deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che ne derivi ansia o dolore.

Articolo 10 – Nessun animale dovrebbe essere sfruttato per il divertimento dell’uomo. 2. Le esposizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.

Articolo 11 – Qualsiasi atto che comporti la morte non necessaria di un animale è un crimine contro la vita.

Articolo 12 – Qualsiasi atto che comporti la morte di un gran numero di animali selvatici è genocidio, cioè un crimine contro la specie. 2. L’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13 – L’animale morto deve essere trattato con rispetto. 2. Le scene di violenza di cui sono vittime gli animali devono essere vietate al cinema e in televisione, a meno che non abbiano lo scopo di dimostrare un attacco ai diritti dell’animale.

Quali sono i comportamenti vietati sul cane?

Sono tutte quelle condotte che si raffigurano come maltrattamento animale, tra cui:

  • Addestramento che esalti l’aggressività;
  • uso del collare elettrico;
  • uso del collare a strozzo: anche se non è illegale, una proposta di legge per vietarlo è ferma da tempo, anche se ci sono petizioni che potranno far accelerare l’approvazione. Per fortuna moltissimi addestratori e allevatori, ha già abbandonato questo metodo di educazione.
  • allevamento con incroci di razze atte ad aumentare l’aggressività, e la vendita e commercializzazione di soggetti sottoposti a tali interventi chirurgici;
  • doping animale;
  • vendita illegale di cuccioli di razza;
  • gli interventi chirurgici che modifichino la morfologia del cane, non a scopo curativo (quali la recisione delle corde vocali, il taglio delle orecchie e della coda).

Ci sono vari punti ancora da affrontare che sono in sospeso, a partire dalla sterilizzazione dei cani e l’incentivazione dell’anagrafe canina. Bisogna incominciare a espandere la visione delle regole di ingresso e di permanenza degli animali nei canili, il modo in cui sono concepite tali strutture, su come vengono tenuti i cani e sui metodi per renderli adottabili.

Una volta entrati in canile molti cani non hanno più visibilità e rischiano, come realmente accade, che trascorrano li tutta la loro vita.

L’articolo oggetto dell’approfondimento riguarda la situazione dei diritti degli animali in Italia, tuttavia ricordiamo che lo stesso è puramente informativo e non sostituisce una consultazione legale.

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A proposito di Nico

Informatico innamorato degli animali, della comunicazione e della musica. Proprietrario di due Border Collie sono molto curioso del mondo cinofilo e sono sempre pronto ad approfondire e condividere contenuti, consigli e curiosità dal mondo pet.

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