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bruco processionaria

Processionaria nel cane: come evitarla e cosa fare in caso di contatto

Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2021 da Nico

Il rischio di contatto della processionaria, o bruchi di pino, nel cane è uno dei pericoli in primavera tra febbraio e giugno, rischioso per i nostri cani. Scopriamo come evitare questo incontro estremamente pericoloso, di cui tutti i proprietari dovrebbero essere a conoscenza.

Questi insetti possono provocare danni ambientali nelle aree forestali e costituisce un serio rischio per la salute umana e animale.

Il ciclo biologico della processionaria

Le processionarie sono insetti che appartengono al gruppo dei Lepidotteri comunemente conosciuti come farfalle. In altre parole è un insieme di bruchi, Thaumetopoea pityocampa, la larva di una futura farfalla, che per diventare crisalide, in inverno e si nutrono delle foglie di pini e querce.

Il ciclo di vitale si completa solitamente in un anno e presenta quattro fasi:

  • Uovo
  • Larva o bruco
  • Crisalide (trasformazione da larva a farfalla)
  • Adulto o farfalla

Le larve vivono in gruppi numerosi e dopo essersi alimentati dagli aghi e foglie di pino e querce, costruiscono i nidi avente un sacco filamentoso bianco. Quando le larve diventano mature presentano sul corpo dei peli urticanti, che sono facilmente liberati nell’aria e trasportati dal vento.

Durante l’estate le femmine depongono le uova e a fine stagione nasceranno le neonate larve. All’inizio inverno le larve costruiscono i nidi per ripararsi dal freddo invernale.

Tra marzo e aprile, quando le temperature sono più miti, le larve escono dai nidi e scendono formando una processione per raggiungere un terreno idoneo per interrarsi e trasformarsi in crisalide e successivamente in farfalla.

Ci sono due specie di processionarie:

La processionaria del pino

Le Traumatocampa Pityocampa vivono su tutte le specie di albero di pino e cedri ornamentali: raramente su abete rosso e douglasia.

La processionaria della quercia

Il nome scientifico è Thaumetopoea Processionea che vive sulle querce come farnia, rovere, rovella e cerro.

Lo sviluppo dei bruchi è direttamente correlato alle condizioni climatiche esistenti e può verificarsi un’accelerazione o rallentamento delle fasi. Inverni secchi e meteo sereno possono accelerare il ciclo vitale e di conseguenza a volte tra dicembre e gennaio la processionaria del pino possono essere già a terra.

Differenza tra processionaria e gatta pelosa  

Per buona sorte non tutte le larve pelose sono tossiche e urticanti. Esiste un altro insetto assomigliante alla processionaria ma sotto certi aspetti meno pericoloso: è l’Hyphantria cunea abitualmente conosciuta come gatta pelosa.

Le differenze sostanziali tra la gatta pelosa e la processionaria sono:

  • la gatta pelosa non è irritante e pericolosa, sia per uomo che per i cani, al contrario della processionaria;
  • L’Hyphantria risiede e distrugge le piante a foglia morbida come gelsi, salici, aceri dunque non le troveremo sugli alberi di pino;
  • Possiamo distinguere i nidi della gatta pelosa da una sorta di ragnatela sulle foglie, da maggio a ottobre.
larva di  gatta pelosa
Hyphantria cune – gatta pelosa

Sintomi del cane con la processionaria nella stagione calda

Il principale modo di contatto degli animali domestici con la processionaria è il cutaneo, e può anche essere digestivo o oculare. La curiosità del cane lo porta ad assaporare quell’essere dolce e strano, pertanto la mucosa orale e la lingua sono le aree più colpite.

Tuttavia i peli fluttuanti e urticanti della processionaria, possono interessare la mucosa oculare ed essere inalati, causando segni clinici sistemici, che sono più rari. La processionaria è pericolosa per il cane e uomo, i bambini sono i più vulnerabili, poiché la loro naturale curiosità li porta anche a toccare i bruchi, stropicciandosi gli occhi e la bocca.

È importante marcare che l’aspetto scenografico della processione di bruchi di pino, crea una certa empatia, poiché i peli gli conferiscono un aspetto lanoso e morbido. Ancora più la migrazione in lunghe linee ondulate acuisce la naturale curiosità di bambini e animali che raramente provano paura e si sentono persino invogliati a interagire con loro.

Contatto della processionaria con la bocca

Uno dei sintomi della processionaria nel cane è l’infiammazione a livello di bocca e naso dell’animale domestico. Se il cane annusa o morde la processionaria, i suoi pungenti peli si attaccano alla loro lingua.

Se il cane mangia un bruco della processionaria, avvertirà un forte dolore addominale e inizierà a salivare e vomitare.

Oltre al gonfiore potrebbe esserci, a causa del veleno prodotto dai peli, la morte del tessuto nelle aree interessate, in altre parole avviene la necrosi della lingua nel cane. Come è facile intuire fido potrebbe perdere parte della lingua o delle labbra.

La processionaria e gli effetti sulla pelle

Se il cane viene in contatto con i peli urticanti della processionaria sulla pelle, un effetto è un frequente prurito e gonfiore, accompagnato da lividi rossi della zona interessata.

Nido sull'albero di pino della processionaria
Nido dei bruchi della processionaria

Processionaria e cani: sintomi sugli occhi

I peli urticanti sono in grado di danneggiare seriamente gli occhi del nostro amico a quattro zampe, poiché i peli pungenti se toccano questa zona sono molto pericolosi e dolorosi.

Il contatto con gli occhi potrebbe portare alla congiuntivite della cornea, ma potrebbe evolversi anche in ulcere. Senza un adeguato trattamento tempestivo, i cani possono persino perdere completamente la vista.

I segni clinici variabili di carattere evolutivo

I sintomi evidenti che un cane presenta, se entra in contatto con i peli urticanti dei bruchi di pino sono:

  • Gonfiore del muso
  • Salivazione eccessiva
  • Difficoltà a deglutire
  • Prurito intenso, soprattutto sul viso
  • Orticaria
  • Vomito
  • Apatia
  • Perdita di appetito
  • Difficoltà a masticare
  • Cambiamenti agli occhi

Rimedi per la processionaria nel cane

Il trattamento è solo sintomatico e la tempestività nel trattamento risulta fondamentale. Quindi devi essere molto attento a qualsiasi sintomo, e porta immediatamente il tuo animale domestico dal medico veterinario in caso di dubbio.

Un trattamento precoce può definire l’evoluzione della malattia: l’area interessata verrà adeguatamente lavata e saranno somministrati dei farmaci per il dolore, l’infiammazione e le infezioni secondarie. Potranno essere applicate anche delle terapie di supporto vitali, poiché molti cani non saranno in grado di nutrirsi adeguatamente.

Pertanto, in alcuni casi, può essere necessario posizionare un tubo gastrico, per l’alimentazione forzata e fido dovrà essere ricoverato.

Non esiste un antidoto specifico per la tossina della processionaria e la durata del trattamento è variabile, a seconda dell’evoluzione degli effetti delle neurotossine. In termini generali, possiamo dire che il recupero richiede circa 10 giorni.

La prognosi è riservata, sebbene nella maggior parte dei casi sia favorevole. Dipende dal grado di infezione, e dalla quantità di tessuto morto non recuperabile.

Prevenzione della processionaria

La prevenzione si basa essenzialmente sull’evitare il contatto con i bruchi durante il periodo di migrazione nelle pinete, giardini o boschi dove sono presenti alberi delle specie di pino.

Se vi accorgete dei bruchi in processione, non fate avvicinare il cane e non toccateli. Se nella via in cui vivi sono presenti dei pini e hai appurato la presenza dei nidi, o delle stesse processionarie, contatta il tuo Comune o la Polizia Locale.

I bruchi anche da morti non bisogna assolutamente toccarli o bruciarli, poiché i peli urticanti possono ancora far danni.

Come uccidere i bruchi della processionaria

Si consiglia di non intervenire con il faidate e contattare le forze dell’ordine o un professionista in disinfettazione. Ad ogni modo prima di iniziare qualsivoglia trattamento, proteggiamoci occhi, mani e tuta impermeabile.

Possiamo utilizzare la candeggina da spruzzare sui nidi e uccidere i bruchi, mentre spruzzare della lacca sulla processionaria a terra, dovrebbe impedire che i peli vengano rilasciati nell’aria facilmente.

Un metodo potrebbe essere quello di spruzzare la lacca sul nido, per intrappolare i peli urticanti, tagliare il nido e immergerlo in un secchio di candeggina e acqua.

Con la dovuta cura in primavera potrai goderti delle lunghe passeggiate all’aria aperta, con il tuo compagno a quattro zampe, in cui il sole comincia ad essere più invitante.

L’articolo oggetto dell’approfondimento riguarda la processionaria e i cani, tuttavia ricordiamo che lo stesso è puramente informativo. Vuoi rendere più utile questo post aggiungendo il tuo contributo?

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