Cane che ringhia

La rabbia: la più grave malattia del cane

La rabbia nel cane è forse la malattia più nota del mondo canino ma fortunatamente questa grave patologia, altamente contagiosa, è stata debellata in Italia già da alcuni decenni.

Cos’è la rabbia

La rabbia è una malattia infettiva acuta di origine virale il cui virus, della famiglia Rhabdoviridae, può colpire il cervello e il midollo spinale di tutti i mammiferi compresi cani, gatti e uomini.

C’è una buona ragione per cui la parola rabbia evoca la paura nelle persone: è una malattia che ha colpito tutto il mondo escluso l’Australia, Nuova Zelanda, Giappone e alcune isole dei Caraibi.

Ogni anno questa malattia causa la morte di oltre 50.000 esseri umani e milioni di animali in tutto il mondo. In genere una volta che compaiono i sintomi caratteristici di questa patologia, la morte è certa.

Quali sono i sintomi della rabbia?

La rabbia provoca una serie di cambiamenti nell’organismo del cane che influenzano sia la salute che il suo comportamento. Gli agenti patogeni non hanno un effetto rapido sul corpo dell’animale, ma attuano un periodo di incubazione.

Negli esseri umani l’incubazione termina di solito dopo un mese dal contagio.

Nel cane il virus della rabbia impiega dalle tre alle otto settimane per cominciare a dare i primi sintomi. Il decorso della malattia contiene tre fasi ben distinte, anche se c’è la seria possibilità che alcuni cani non arrivino a svilupparle la terza.

Primo stadio della rabbia nel cane

Meglio conosciuto come lo stadio prodromico questo periodo, che dura in genere da 1 a 3 giorni, della malattia si distingue per il visibile cambiamento del comportamento del cane.

Gli animali con una predisposizione amichevole diventano nervosi, timidi, si nascondono in angoli e fessure, e reagiscono con aggressività all’approccio del proprietario.

I cani diffidenti invece mantenendo la distanza dall’uomo diventano calmi, audaci, amichevoli e si aspettano attenzione dall’uomo.

Oltre all’evidente cambio di comportamento, la prima fase può essere caratterizzato anche da altri sintomi come la febbre, brividi, anoressia, vomito e diarrea. 

L’evoluzione del secondo stadio della rabbia

Chiamata anche fase furiosa di solito dura fino a 7 giorni ed è la fase in cui il cane mostra nervosismo e irrequietezza. In questa fase i cani mostrano maggiori reazioni agli stimoli visivi e uditivi e tendono a mordere qualsiasi cosa, inclusi i loro proprietari.

Altri possibili sintomi di questa fase sono disorientamento e convulsioni. 

La terza e ultima fase della rabbia nei cani

Questa è lo stadio paralitico e raramente tutti i cani la raggiungono, dato che il 99% di essi muore nella seconda fase. Il sistema nervoso centrale è il principale interessato dello stadio dove il corpo del cane entra in una paralisi che porta ad un coma profondo. 

Le insufficienze cardiache e respiratorie sono sicure e il malcapitato cane finisce per morire.

Cosa fare se sospettiamo che il nostro cane possa aver contratto la rabbia?

I sintomi neurologici dovrebbero farci insospettire, soprattutto se sono apparsi in breve tempo e il cane ha avuto contatti con animali sospetti.

Una diagnosi preliminare può essere fatta dal veterinario dopo la valutazione dei segni clinici. La diagnosi clinica non sempre è facile perché i sintomi sono caratteristici, ma non specifici.

Sintomi equivalenti possono verificarsi nel corso di altre malattie infettive o condizioni neurologiche. Pertanto, sono necessari ulteriori test per confermare la rabbia.

Sfortunatamente la medicina non ha ancora sviluppato un metodo diagnostico efficace che consente una diagnosi certa. Le analisi di sangue, urina e anche del liquido cerebrospinale di un cane malato può non differire dai risultati dei test di un animale sano.

Ogni cane sospettato di rabbia deve essere attentamente monitorato da un veterinario e solo dopo l’osservazione si può determinare se il cane è malato o no.

La rabbia è una malattia mortale e ogni caso sospetto deve essere segnalato a un veterinario, che a sua volta è obbligato a trasmettere queste informazioni alla sanità pubblica.

Terapia contro la rabbia nel cane

Attualmente non esiste una cura per la rabbia. Pertanto, quando un cane viene morso da un altro animale, si presume che possa aver contratto la rabbia fino a prova contraria.

Se il cane è vaccinato sarà tenuto in osservazione in luogo idoneo, per 14-20 giorni secondo il protocollo in vigore.

Se il cane non è vaccinato deve essere messo in quarantena per sei mesi. Se alla fine di tale periodo non si evidenziano i sintomi della malattia, sarà vaccinato un mese prima del rilascio.

Prevenzione contro la rabbia nel cane

La vaccinazione è l’unica forma di prevenzione efficace. A seconda della del luogo di residenza, si potrà iniziare a vaccinare dopo la 12 settimana e successivamente eseguire dei richiami.

Vaccino della rabbia nei cani e cuccioli

La vaccinazione antirabbica prevede in genere una prima
vaccinazione in cuccioli di età inferiore alle 12 settimane ed è considerata valida 21 giorni dopo la prima vaccinazione.

I richiami della vaccinazione contro la rabbia

La validità della vaccinazione antirabbica deve essere riferita alle indicazioni riportate dalla ditta produttrice in relazione al tipo di vaccino utilizzato, per cui, a seconda del vaccino, può essere di 1, 2 o 3 anni.

Il vaccino della rabbia in Italia

In Italia la rabbia in Italia è stata debellata, e l’ultima comunicazione ufficiale del Ministero della Salute risale al febbraio 2013. Le uniche aree dove persisteva l’obbligo di vaccinazione antirabbica, fino al 2012, erano Friuli Venezia Giulia, Veneto e Province Autonome di Trento e Bolzano.

Dove è obbligatoria la vaccinazione antirabbica?

Dal 2013 in Italia non c’è più l’obbligo del vaccino antirabbico, tuttavia è consigliata la vaccinazione per chi risiede o va in vacanza nel nord est dell’Italia.

È obbligatoria la vaccinazione antirabbica per viaggiare nell’Unione Europea o per recarsi nei Paesi Extra Europei. I nostri amici a quattro zampe devono essere in possesso del passaporto del cane.

Per recarsi in Stati come Regno Unito, Irlanda, Malta, Svezia e Norvegia, è necessario eseguire un prelievo 30 giorni dopo la vaccinazione e almeno 6 mesi prima del viaggio verso regno Unito, Irlanda e Malta e 120 giorni dopo per la Svezia e in Norvegia.

Contattare il Consolato in Italia del paese di destinazione, per informarsi delle attuali norme vigenti a proposito delle vaccinazione contro la rabbia.

Il costo e la durata del vaccino antirabbico

Il costo per vaccinare il nostro cane contro la rabbia ha il costo di circa 30/40 €. L’esame degli anticorpi contro il virus della rabbia, presenti nel caso di cane vaccinato, è più caro e si aggira intorno ai 60 €.

A seconda del tipo di vaccino eseguito, il richiamo va effettuato ogni anno oppure ogni tre anni.

Altre forme di prevenzione contro la rabbia

Il vaccino antirabbico è il metodo più efficace per prevenire la malattia, ma ci sono anche diversi altri modi per ridurre la probabilità che il nostro cane si ammali di rabbia.

Attenzione a volpi, cervi e cani non vaccinati

Ogni casa dovrebbe essere recintata, in modo che il vostro cane che vive all’esterno dell’abitazione non avrà la possibilità di fuggire. Animali come volpi, cervi, ma anche cani randagi non vaccinati sono un potenziale vettore di virus, quindi ridurre il contatto.

Non lasciare che il cane si avvicinarsi ai pipistrelli

Vedete un pipistrello debole sul davanzale della finestra o in passeggiata? Non avvicinatevi e non lasciare che il cane si avvicini. I sintomi della rabbia nei pipistrelli includono letargia, debolezza e incapacità di volare. In tali situazioni avvisare sempre la polizia.

Non lasciare che il cane mangi della frutta nel bosco

Bacche, lamponi selvatici e more sono prelibatezze forestali, tuttavia bisogna sapere che mangiare questi frutti direttamente dal cespuglio o non lavati è pericoloso non solo per te, ma anche per il cane.

I frutti in sé non rappresentano una minaccia, ma ciò che è depositata sulla loro superficie. Le volpi e altri animali infetti possono urinare in luoghi dove crescono i frutti, e con la rabbia delle urine i virus vengono trasmessi.

Fortunatamente la quantità di virus nelle urine è molto più bassa di quelle della saliva, ma ricorda che uno dei sintomi è bava. È sufficiente lavare accuratamente i frutti prima di mangiarli.

Vaccinare i vostri gatti

I tuoi gatti escono o trascorrono la maggior parte del loro tempo all’esterno della tua casa? facciamo attenzione perché sono un vettore importante per i virus della rabbia.

La vaccinazione dei gatti contro la rabbia non è obbligatoria, come nel cane, ma vale la pena farli se il tuo gatto può entrare in contatto con animali liberi. Chiedete maggiori informazioni al vostro veterinario di questa possibilità.

In Italia è vietato introdurre cani di età inferiore a 12 settimane, non vaccinati contro la rabbia.

L’articolo oggetto dell’approfondimento riguarda la rabbia nel cane, tuttavia ricordiamo che lo stesso è puramente informativo. Vuoi rendere più utile questo post aggiungendo il tuo contributo? Partecipa attivamente e commenta in libertà sul nostro gruppo Facebook.

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